∞ ALLA RICERCA DELL’EQUILIBRIO SQUILIBRANTE ∞

  • di Rita Riboni  –

Parto con il citare il terzo principio della fisica dinamica, principio introdotto a Isaac Newton nel 1687 molto diffuso: ad ogni azione corrisponde un reazione uguale e contraria.

Aggiungo…

“Come sopra, così sotto… come dentro, così fuori… come l’Universo, così l’Anima” – Ermete Trismegisto

Nella nostra veste umana materiale, noi Esseri Umani formiamo il Microcosmo e l’Universo che abitiamo rappresenta il Macrocosmo. Il moto dei Pianeti intorno al Sole ricorda l’Atomo, una stella di neutroni, una cellula. Ciò che è molto grande lo possiamo ritrovare nel molto piccolo, come ogni puntino di un ologramma rappresenta l’ologramma tutto.

Il Disegno, l’Ordine Intrinseco, rimane.

“Lo Spirito dell’Essere Umano viene dalle stelle, la sua Anima dai Pianeti, il suo Corpo dagli Elementi” – Paracelso

Ho scomodato tre grandi indagatori della Vita e della Natura, e dell’ inserimento della vita di Tutti gli Esseri Viventi in un’insieme non pensabile di Universi infiniti.

Se mi allontano dal pensiero che cerca di comprendere in sé tutto questo ed osservo, espandendo la mia coscienza in ogni direzione intorno a me, percependomi come un vibrante e sospeso Punto di Coscienza, mi rendo conto che ogni cosa esistente nella Materia è parte di un Ordine Intrinseco e che nulla, sia ciò che sembra irreparabilmente distruttivo, sia ciò che sembra mirabilmente costruttivo, può appartenere al “caso”.

Tutto ciò che si manifesta fa parte di un’esperienza oscillante alla continua ricerca di un equilibrio, che non sarà mai statico, perché non appena vi si avvicina, tende nuovamente alla destabilizzazione: può variare solamente, come nella musica, da adagissimo a prestissimo con molte altre varianti e sfumature nel mezzo e oltre, cambiando nella carica e nella direzione, ma non nella natura stessa.

L’orecchio umano, nella norma, percepisce una frequenza che, misurata in Hertz (Hz), indica le vibrazioni al secondo che vengono trasmesse alle nostre orecchie, elaborate e trasformate in suoni che il cervello possa interpretare e, nel caso di musica o parole, memorizzare e riconoscere; il range uditivo, in genere, va da 20 a 20.000 hz… Per intenderci, noi smettiamo di sentire dove i delfini cominciano a parlare, sentiamo solo la loro raucedine. La fascia che amiamo ed utilizziamo maggiormente è quella che va dai 500 ai 4000 Hz circa.

L’occhio umano può vedere più di 10 milioni di differenti sfumature di colore (che nella realtà sono solo un sistema interpretativo della nostra mente per differenziare le infinite onde elettromagnetiche che appartengono al nostro ambiente vitale e che ci portano informazioni sullo stesso) che, comunque spazieranno in un range che va dalle onde infrarosse a quelle ultraviolette, limiti in cui smettiamo di “vedere”; mentre il sistema visivo di altre creature adatta la percezione a ciò che torna funzionale alla creatura stessa per sopravvivere al meglio nel suo ambiente. Un albero ha “occhi”? Le sue foglie percepiscono ed usano la luce solare… Le zanzare registrano gli infrarossi: per quello sanno sempre dove pungere, “vedono” le zone più calde, dove il sangue è più vicino alla superficie.

La nostra percezione corporea delimita la nostra realtà fisica. Grazie ai sensi che ricevono informazioni sotto forma di “pacchetti” di energia (ad esempio fononi per il suono e fotoni per luce e colori), sappiamo di esistere e che esistono molte cose e molti esseri intorno a noi. Diamo immagine e forma, suono, odore, sapore e  consistenza al nostro ambiente. Questo vale anche per gli animali, da quelli più simili a noi, a quelli più distanti… e per le piante e per Tutto.

Gli studi di Richard L. Gregory (“La psicologia del vedere”) chiariscono la stretta correlazione fra sensi e cervello tanto da formare un vero e proprio “sistema”.

Questo preambolo piuttosto tecnico mi serve per spostare lo sguardo da fuori a dentro di noi, nella Coscienza Interiore rappresentata nella funzione della nostra Anima/Psiche.

Nascendo dimentichiamo la nostra matrice divina, dimentichiamo l’Universo Coincidente, l’unico possibile: dimensioni in cui Tempo e Spazio non sono misure, ma concetti; dimensioni in cui un puro stato di Coscienza “pensa” la Materia e la Forma che, a sua volta, nella Polarità, ci porta a ri-cordare la sorgente Divina immateriale. Tutte le dimensioni e tutti gli stati di Coscienza, coesistono e sono imprescindibili.

Come tutto questo gioco si riassume nella Anima/Psiche degli esseri viventi?

A sua volta dividendosi n 3 grandi livelli di diverso stato di Consapevolezza:

conscio, sub-conscio, in-conscio.

Usando il mare come metafora il Conscio è la superficie, illuminata e chiara, conforme definite e raggiungibili. Sub-conscio è la prima parte sommersa, ma vicina alla superficie: riceve luce diffusa con qualche raggio più penetrante ed è il luogo in cui possiamo ritrovare sia i “resti” scartati di una vita, sia ciò che abbiamo rimosso per sopravvivere, sia il forziere dei tesori che non accettiamo di possedere già. Tutte ombre che scorrono nella nostra memoria quasi sempre latenti che aspettano che le riconosciamo ed utilizziamo, oppure che le saniamo. E’ stata calcolata questa zona interiore vicina al conscio, ma non consapevole, superiore al 95% della nostra Coscienza Interna e solo la parte che interfaccia con le nostre esperienze materiali.

Scendendo nelle profondità abissali del nostro mare, lasciamo la luce della superficie ed entriamo nel buio, nel silenzio, nel freddo di uno stato di coscienza che sembra cristallizzato… sospeso… eterno… Questo spazio cosciente è sempre interiore, è l’inconscio infinito, è dove giace, ben profonda ma esistente, ciò che abbiamo dimenticato della nostra dimensione Divina. La percentuale del rimosso, in questo senso, è infinita, ma riportabile a coscienza.

Possiamo identificare Conscio e Sub-conscio nella funzione dell’Ego (la parte di noi che regola la nostra esistenza materiale) e In-conscio nella funzione del nostro Sé che ci mantiene collegati al Tutto Divino.

La gran parte della nostra esistenza come noi la concepiamo e sperimentiamo, si svolge soprattutto tra il tanto Sub-conscio e il poco Conscio e tutti gli accadimenti, gli incontri, le informazioni che mandiamo e riceviamo sono zone di ombra e luce che interagiscono fra di loro, senza che noi ne abbiamo completa consapevolezza, anzi, a volte, nessuna consapevolezza.

Esistono poi campi elettromagnetici cumulativi che raccolgono le elaborazioni delle singole menti pensanti, fino a diventare clusters di coscienza accomunata.

Nel secolo scorso Carl Gustav Jung ha aperto un’intuizione in uno di questi mega-contenitori e lo ha definito Inconscio Collettivo.

Possiamo oggi aggiungere anche la presenza del Subconscio Collettivo, distinguendo così l’aggregarsi dell’attività vicina alle esperienze materiali da quella inconscia che ci accomuna nella matrice divina e nella direzione che, anche senza esserne consapevoli, rappresenta il faro nella notte la coscienza totale ed unitaria di Sé in tutti i livelli di esistenze materiali e non.

Quando il nostro magazzino subconscio, oscuro, disordinato e polveroso, grazie ad un attento, paziente e volontario lavoro, comincia ad avere un suo ordine, una chiarezza nelle parti più nascoste e profonda pulizia, allora la nostra coscienza comincia ad espandere i suoi confini per tendere all’annullamento degli stessi.

L’elaborazione dati può andare solo in questa direzione: avere l’intento di trasferire sempre più parti di subconscio nel contenitore Graal del conscio. Questo è l’unico lavoro che possiamo fare partendo dalla coscienza materiale: la nostra coscienza divina non ha bisogno dei nostri sforzi, aspetta solo che ci ricordiamo della sua esistenza.

Umani e Divini insieme.

Quando giungiamo anche solo all’inizio di questa percezione di noi stessi, cambiamo priorità nella vita, entriamo in una nuova armonia in grado di sollevare, a tratti, lo sguardo verso l’alto e respirare l’Universo, ma, al tempo stesso, possiamo essere più concreti, avere più presenza, perché riconosciamo al corpo la grande opportunità che ci regala di comprendere ed espandere la nostra coscienza.

La polarità inscindibile (seppur illusoria) dall’esperienza della Materia, può essere psicologicamente riassunta in Energia Femminile (centripeta) ed Energia Maschile (centrifuga). Per quanto, nel percorso della vita, abbiamo sempre l’impressione che queste due forze si contrastino o ignorino, in realtà provocano una disarmonia funzionale ad una spinta evolutiva e sempre, sempre, si equivalgono, altrimenti, energeticamente, non potrebbero coesistere.

A noi può comunque sembrare che a volte una prevalga sull’altra, così come agire sul freno della macchina, in quel dato momento, la fa fermare ed agire sull’acceleratore, la fa muovere. Qualsiasi movimento della macchina/vita, è comunque contenuto in un ben più ampio disegno di cui la singola esperienza non è che un microscopico puntino sulla tela. Disegno di cui siamo individuali attori e, complessivamente, creatori.

Il range entro il quale oscillano le forze polari può anche far sperimentare gli estremi: la depressione profonda, riposante dell’energia femminile e l’ansia iperattiva dell’energia maschile. Entrambe le energie fanno parte, sempre, dello stesso campo elettromagnetico nel quale il magnetismo è femminile ed l’elettricità è il maschile: a seconda di quale stiamo utilizzando, consapevolmente o meno, in un dato momento,

Se facciamo momentaneamente prevalere il magnetismo otterremo il risultato di allungare la percezione del tempo, incollare gli eventi come a volerli fermare.

Se facciamo prevalere l’elettricità, accorceremo tempo e spazio e velocizzeremo la nostra percezione degli eventi.

Per quanto possiamo pensare che si siano squilibrate, queste forze polari stanno sperimentando un instabile equilibrio che è l’origine e la funzione dell’esperienza stessa. Di tutte le esperienze.

La direzione è comunque una: tutto ciò che, momentaneamente, sembra essere disarmonico dentro di noi, ci sta facendo vedere uno squilibrio emotivo/mentale e, nel momento che lo osserviamo, attiviamo la trasformazione da subconscio a conscio, lo illuminiamo e lo riprendiamo a far parte di noi.

Così come ciò che è nel Micro è anche nel Macro, la stessa via osservativa si può applicare a qualsiasi fattore: società, famiglia, politica, salute…

Ogni  “crisi” va affrontata e compresa nella sua funzione transitoria verso uno sblocco ed un chiarimento nella matrice della Coscienza Universale.

Questo non vuol dire che davanti ad una crisi individuale o planetaria io possa decidere di incrociare le braccia ed aspettare la soluzione: l’inizio dello scioglimento (dal latino solvêre = sciogliere, slegare, liberare…) dell’increspatura disarmonica avviene nel momento che, individualmente, in gruppo o planetariamente, prenda atto della sua esistenza.

La direzione naturale è sempre questa: riequilibrare gli squilibri.

Questo crea il movimento che permette la coscienza della vita e di tutto l’esistente.

Non esiste stasi totale, stagnanza, solo la possibile percezione di essa.

Non esiste caos (caso) distruttivo, solo la possibile percezione di esso.

Viviamo la nostra vita nell’occhio del ciclone, calmo, tranquillo, ma abbiamo la sensazione di essere centrifugati di qua e di là: questo dipende dal luogo in cui poniamo il nostro Punto di Coscienza: lì dove si trova è la nostra realtà… o quella che percepiamo come tale, perché, comunque, parziale.

Punti di riferimento necessari finché non accettiamo di perderli per inglobarli nel nostro vivere quotidiano, i 7 Principi Universali.

  • Principio del Mentalismo, inteso come Coscienza Totale.
  • Principio della Corrispondenza o dello Specchio creativo: come sopra, così sotto.
  • Principio di continua vibrazione: nulla è fermo, tutto vibra.
  • Tutto nella Materia è Polare, tutto ha un opposto equivalente in Natura.
  • Tutto si muove ed ha un ritmo, fuori e dentro, tutto fluisce: la misura dell’oscillazione del pendolo a destra si rimette in equilibrio con la misura del pendolo a sinistra.
  • Principio di Causa ed Effetto. Ogni causa ha un effetto e viceversa.
  • Principio di identificazione energetica: ogni cosa esistente è, insieme, energia femminile ed energia maschile.

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