I TRE CERVELLI

– di Rita Riboni –

UN SISTEMA DA CONOSCERE E COORDINARE:

Per secoli siamo vissuti con l’idea di essere “gestiti” dal cervello che abbiamo nel cranio e che tutto ciò che ci accade dipendesse e riferisse ad esso.

Oggi, ricerche “intelligenti”, ci mettono di fronte ad un panorama affatto diverso: ogni parte del nostro essere ed ogni sua funzione fanno riferimento ad un “centro” creazione, smistamento, elaborazione e memoria dati.

Il primo altro cervello ad essere stato scoperto è quello emozionale e, davanti all’evidenza della sua forma, avremmo dovuto capirlo con grande anticipo che quell’insieme di curve, anse, e trasparenze non poteva servire solo per la trasformazione ed assorbimento dei cibi che per l’evacuazione degli scarti; parlo dell’intestino, naturalmente. Fornito di più di 500.000 di neuroni (immaginiamo con tutte le sinapsi relative a che numero di trasmissione di informazioni possiamo arrivare) e il cui tessuto, se srotolato su di un piano bidimensionale, coprirebbe un’area di 200/250 metri quadrati, ospita diecimilamiliardi di cellule batteriche, importantissime in tutte le loro funzioni. Inoltre, come concetto, siamo abituati a pensare all’intestino come ad un organo interno, ma non è “chiuso, come lo possono essere fegato, pancreas, reni…è un organo aperto all’esterno e, come tale, direttamente suscettibile alle informazioni che dall’esterno ci arrivano.

E’ il nostro cervello emotivo.

Ci basta ricordare all’ultima volta che abbiamo provato una forte emozione per risalire alla immediata presenza della nostra pancia nelle reazioni che abbiamo avuto e come un cervello che si rispetti, ha la sua memoria. Quella di memorizzare alcune emozioni è una delle funzioni dei batteri di cui accennato più sopra.

Pensiamo a che conseguenze può portare l’uso indiscriminato di farmaci che “eliminano” la flora batterica intestinale: non è più solo un problema di ripristinarla, il problema è che abbiamo cancellato memorie emotive che potevano aiutarci ad avere coscienza di noi stessi e del nostro vissuto.

A volte “pensiamo” di essere emotivi, ed il problema è proprio lì, che pensiamo. I neuroni del nostro intestino, comunicano tra di loro, quando reagiscono simultaneamente per generare un’onda emotiva che viene trasmessa in uno spazio di tempo talmente veloce da risultare istantaneo, creano una reazione eguale in ogni cellula del nostro corpo, in ogni catena del DNA che produce, a seconda dell’energia emotiva ricevuta, amminoacidi in grado di farci reagire, prima ancora che una minima cognizione di quello che sta accadendo arrivi alla nostra mente conscia nel cervello della testa; tutte le esperienze emotive vengono inviate poi al cervello di controllo ed immagazzinamento dati.

Poiché vivere in diretta tutte le nostre, per fortuna, non controllabili emozioni, è faticoso, ecco che spostiamo la nostra capacità di reagire nella testa e pensiamo che sia in diretta. La pancia agisce e noi allontaniamo, anestetizziamo e “pensiamo” di provare emozioni: ma sono emozioni in differita, non siamo in diretto contatto con loro. Questo provoca una percezione di noi e del mondo che ci circonda tutta in differita: non siamo presenti a ciò che accade e, quindi, non possiamo avere reazioni in diretta e capire cosa stia realmente accadendo.

Passiamo ora all’ultimo , ma più importante cervello (dotato di circa 40.000 neuroni e relative sinapsi): quello nel cuore. La comprova scientifica (i taoisti lo sostengono da sempre) si è trovata dopo anni di ricerche avviate all’Istituto Hearthmath di Boulder Creek, Colorado; la cosa da chiarire era come mai nel feto ancora piccolissimo, prima che si sia formato il cervello nella testa con relativo sistema nervoso, il cuoricino cominci a battere in modo indipendente. Il cuore batte e si forma completamente nella fase fetale, mentre il cervello nella testa continua a formarsi fino a circa venti anni di età. E’ quindi probabile che, per questa sua pre-esistenza, sia l’organo cuore ad influire sul cervello nella testa e non viceversa. Inoltre, ricercatori di neuro cardiologia, hanno scoperto che il cervello del cuore produce tre neurotrasmettitori: norepinefrina, dopamina e il cosiddetto ormone dell’equilibrio, l’ANP. Questo ormone è coinvolto nel controllo omeostatico di acqua, sodio, potassio e grasso presenti nel corpo. Viene rilasciato a seguito di un episodio di pressione alta dall’atrio destro del cuore. Agisce al livello dei reni per abbassare la pressione sanguigna. E’ interessante che dal cuore parta una funzione ri-equilibrante: nel sistema dei chakra, infatti, il chakra del cuore viene rappresentato dal seguente simbolo:

E’ l’unico, fra tutti i simboli, composto da due triangoli equilateri, uno con vertice che punta in alto e l’altro verso il basso, che si incrociano e bilanciano in perfetta sintonia, come a voler equilibrare il sistema più alto (sottile, cosciente, organizzativo, elaborativo e spirituale) con quello più in basso (concreto, emotivo, attivo, radicante, relazionale). Il cervello nella testa è influenzato ed obbedisce ai segnali inviati dal cuore!

“NEGLI ULTIMI ANNI LA RICERCA SCIENTIFICA HA CONFERMATO CHE IL CUORE E’ PARTE INTEGRANTE DELL’INTELLIGENZA.”
P.Dennison

Il cuore è quindi un organo “intelligente”. John e Beatrice Lacey, negli anni ’60, sono stati fra i primi a condurre una ricerca durata 20 anni, sul ruolo del cuore nei processi cognitivi, comportamentali e dell’apprendimento. Inoltre, misurato il campo d’azione elettromagnetico del cervello/cuore con un elettroencefalogramma, è dalle 40 alle 60 volte superiore a quello del cervello nella testa! Ad ogni battito, ogni cellula del corpo riceve informazioni precise e messaggi complessi atte ad influenzare le nostre emozioni, le nostre azioni, la nostra salute mentale e fisica.

Ora siamo di fronte al fatto che ci ritroviamo tre cervelli.

Comunicano tra di loro? Sicuramente, tutto è in comunicazione, ma, il problema, è che la quasi totalità delle comunicazioni che determinano la nostra vita, la nostra salute e il nostro stato d’animo, sono non consapevoli. Dirigiamo un sistema incredibile senza saperlo, quindi, le comunicazioni, possono anche essere il risultato di vecchi blocchi, mentali ed emotivi, di condizionamenti assorbiti, di una falsa immagine di noi stessi e possiamo metterci in guerra con noi stessi, diventando auto-distruttivi.

Parola chiave per prendere in mano noi stessi è CONSAPEVOLEZZA, cioè, prendere sempre maggiore coscienza di sé e di ciò che ci muove e sincronicità, trovare il modo che i tre cervelli armonizzino le loro tre note in un magnifico accordo. Ac-cor- dare…Mettere in sintonia con il cuore. Nelle parole che usiamo, tutto quello che mano a mano viene dis-velato c’era già: con-cor-dare, ac-cor-dare, ri-cor-dare, in-cor-aggiare…

Il cuore e la sua Intelligenza Amorosa, armonizzante ed equilibrante ci sono sempre stati, eravamo noi a non ascoltarne il battito vitale. Quando permettiamo a questo cervello centrale di unire gli altri due, si crea una perfetta e sana collaborazione fra i tre cervelli.

Questo ci regala centratura e presenza.

Spezziamo gli schemi assunti, torniamo a giocare, seguiamo il ritmo che il nostro cuore ci suggerisce e non costringiamoci a ritmi che ci uccidono, ascoltiamoci e relazioniamoci in ascolto.

Permettiamo al cuore emozionale di dare il colore alla nostra vita, al cervello organizzativo di aiutarci a riflettere ed evolvere e al cervello del cuore di dirigere questa meravigliosa musica.

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